ROAD – Rete Occupazione Aiuto Disabili

 
IL PROGETTO

 
 
 
 L’esperienza maturata in questi anni da Cooperho attraverso la messa in rete, il lavoro congiunto e la collaborazione di attori diversi, ( le coop. sociali di tipo B, i servizi territoriali di inserimento lavorativo SIL, le progettazioni sperimentali e innovative) , che operano per l’integrazione e l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità con particolare riferimento ai disabili “deboli”, ha consentito di elaborare un repertorio significativo di buone prassi consolidate nel territorio e più diffusamente nella rete proponente. L’idea di fondo è che il percorso finalizzato all’inserimento lavorativo delle persone con disabilità passi attraverso la messa a punto di strumenti operativi condivisi tra enti pubblici, cooperative sociali, aziende, disabili coinvolti. Una volta individuata l’azienda, le relative mansioni e la cooperativa, si individua la persona con disabilità idonea per intraprendere un percorso mirato all’assunzione del ruolo di lavoratore, Questo consente di  promuovere un inserimento lavorativo specifico combinando gli strumenti a disposizione, quali tirocini, borse lavoro e salari di ingresso e di costruire inoltre una griglia di misurazione e valutazione degli interventi e del raggiungimento degli obiettivi più dettagliata ed efficace. Occorre mettere a contatto due mondi e due culture visti spesso come distanti tra loro: da un lato i “servizi” quali attori degli inserimenti, dall’altro le aziende quali destinatarie dell’intervento. La buona riuscita dell’inserimento lavorativo dipende dalla capacità di individuare un punto di incontro tra le esigenze della persona con disabilità e quelle dell’azienda soggetta all’obbligo di assunzione. La diffusione delle “ buone prassi” per il collocamento mirato che permettano la pratica attuazione di un concetto apparentemente ovvio “l’uomo giusto al posto giusto”, che nel nostro contesto in realtà rappresenta un concetto ambizioso e non facilmente realizzabile, diventa dunque strumento chiave per ottenere i risultati auspicati. Sia gli operatori dei servizi che i cooperatori nel momento in cui si rapportano con l’azienda per proporre un inserimento lavorativo, devono attuare una vera e propria strategia di “ marketing sociale”, basata sull’analisi, la pianificazione, la realizzazione, il controllo o la verifica. Da qui l’idea di riconoscere una “Certificazione Della Buona Integrazione Lavorativa” assimilabile ad un “marchio qualità” a quelle imprese che individuano nelle cooperative sociali di tipo B loro partners di sviluppo economico compatibile con esigenze di tipo ambientale, sociale, umano. L’applicazione corretta dell’art.14 nei termini di tutela delle risorse umane impiegate nella commessa di lavoro accompagnata da un effettivo interesse ad indagare “nuovi orizzonti lavorativi” che sperimentino professionalità e crescita del sistema, può realizzarsi a patto che le parti sociali che intervengono nel processo, formalizzino le regole “dell’ingaggio”. Nello specifico il progetto attiverà la costituzione di un lavoro comune tra associazioni imprenditoriali, manager di aziende del territorio, cooperatori sociali che hanno già sperimentato con successo esperienze in art. 14, Responsabili dei SIL e NIL territoriali, Responsabili dell’area lavoro dei CPS, Direttori di progettazioni innovative (Lavoro e psiche – ASL1) e soggetti istituzionali. Questo lavoro denominato: GRUPPO DI CONTATTO nascerà attraverso l’organizzazione di un evento Preparatorio in cui si definiranno modalità di lavoro, obiettivi e procedure. Il GRUPPO DI CONTATTO, opportunamente condotto attraverso il lavoro di facilitatori del Consorzio produrrà un documento finale in cui si tracceranno le linee guida per “buone imprese” propedeutiche al riconoscimento del C.B.I.L (Certificazione della Buona Inclusione Lavorativa). Tale documento verrà presentato in un evento conclusivo che vedrà il coinvolgimento di tutta la rete ROAD, i soggetti coinvolti nei GRUPPI DI CONTATTO, le istituzioni
 definizione del gruppo di lavoro, testimonial aziendali, della cooperazione e dell'associazionismo in partnership: apportano e condividono la propria esperienza al fine di individuare buone prassi e definire procedure comuni da proporre come modello operativo; esperti di editing, di comunicazione mediatica e per l’organizzazione degli eventi;
 
 

LA REALIZZAZIONE

La prima fase, della durata di 4 mesi, consisterà nella preparazione del 1° Evento, nel dettaglio: presa di contatto con gli interlocutori progettuali, spiegazione e sensibilizzazione degli obbiettivi di ROAD.

La seconda fase vedrà la costituzione del GRUPPO DI CONTATTO che di fatto rappresenta "il cuore del progetto". Le attività del gruppo si articoleranno per tutta la durata del progetto attraverso tavoli tematici e itineranti che prenderanno in considerazione i molteplici aspetti di un efficace inserimento lavorativo e formalizzeranno tale lavoro in un documento. La terza fase prevede l'organizzazione di un evento/convegno di restituzione del lavoro fatto con la presentazione ufficiale del Documento di Buone prassi elaborato dal GRUPPO DI CONTATTO.

L'ultima fase
è rappresentata dalla diffusione del documento oltre che nelle associazioni datoriali anche presso le Centrali cooperative al fine di 1) Fornire linee guida che rendano omogeneo il percorso di inserimento lavorativo attivato dalle aziende del territorio; 2) verificare la possibilità di un riconoscimento di "BUONE PRASSI" sotto forma di marchio, da attribuire alle realtà che hanno offerto esempi migliori di applicabilità della legge 68/99 e in particolare                                                      
 
 

LA RETE

ROAD - Rete Occupazione Aiuto Disabili - è composto da una rete di progetti di sensibilizzazione integrati per la realtà milanese e di tutta la Provincia di Milano. La sensibilità dell’opinione pubblica e del tessuto imprenditoriale milanese alle tematiche dell’integrazione lavorativa di persone con disabilità appare tra le più avanzate del Paese, eppure ancora molta strada abbiamo da percorrere perché ci si possa dire pienamente soddisfatti dei livelli di inclusione sociale raggiunti. Tali tematiche affrontate nella realtà milanese se da un lato offrono maggiori opportunità, dall’altra esigono di essere affrontate in maniera particolarmente efficace per far fronte alla straordinaria articolazione del tessuto produttivo, ai diversi e molteplici fattori che in tale contesto territoriale insistono e per promuovere una effettiva qualità sociale degli inserimenti lavorativi di persone con disabilità. Un primo e fondamentale elemento che orienta le nostre scelte è quindi quello di approcciare il tema della sensibilizzazione facendo rete tra soggetti diversi per competenze ed appartenenze. A partire da tali convinzioni le organizzazioni Confcooperative, Legacoop, Compagnia delle Opere e ANMIL – per il tramite delle proprie organizzazioni operative – si impegnano ad un approccio integrato che da una parte di configuri come una chiara partnership/alleanza con l’istituzione provinciale e dall’altra garantisca la possibilità di presidiare gli ambiti più diversi della realtà milanese: - quello territoriale: della città e della provincia - quello delle diversa tipologia di imprese: piccole – medie e grandi for profit e cooperative sociali - quello delle diverse competenze: formative, comunicative, di ricerca,… - quello dei diversi ruoli delle istituzioni civiche e delle organizzazioni dei cittadini in una prospettiva di reale sussidiarietà - quello di una unitarietà di approccio alla questione che garantisca massima efficacia ed efficienza alle azioni poste in campo. E’ a partire da tali considerazioni che abbiamo deciso di promuovere un forte coordinamento progettuale ed operativo tra i nostri progetti, imponendoci di valorizzare le migliori competenze che possiamo mettere in campo, di presidiare in forma integrata gli ambiti della complessità milanese e di dotarci una comune denominazione di progetto che sappia trasmettere l’unitarietà dell’approccio. Operativamente ci orientiamo alla presentazione di un pacchetto di 5 progetti di sensibilizzazione attraverso le 5 azioni messe in campo a valere sull’Avviso n. 10 del Piano provinciale disabili Emergo 2011 della Provincia di Milano, prevedendo una cabina di regia trasversale ai progetti oltre che una trasversalità della operatività stessa, mediante la condivisione sistematica di informazioni e di contatti per soddisfare al meglio le attese informative, formative e di assistenza della realtà milanese. I progetti, che saranno presentati con riferimento all’approccio descritto, saranno quindi i seguenti:

•ANMIL Onlus ADL ROAD – le 14 Carte dell’inserimento lavorativo;
•Consorzio LIGHT ROAD – ComunicAzione ;
•Fondazione Piazza dei Mestieri ROAD – Formazione per le imprese;
•Consorzio SIS ROAD – Formazione per gli operatori (art. 14 in part.);
•Consorzio CoopeRho ROAD – Ricerca e trasferimento buone prassi.
 


RISULTATI ATTESI

Diffusione di buone prassi, informazione e sensibilizzazione rispetto alle assunzioni delle persone disabili ed in particolare all'utilizzo delle convenzioni in artt. 11, 12, 12 bis e ex art. 14, affinché tali strumenti non vengano concepiti come un tentativo di mera delega della quota dell’obbligo (e dei lavoratori disabili in generale) da parte delle aziende, bensì portino a creare situazioni di sinergia tra aziende e cooperative volte ad una effettiva integrazione lavorativa dei disabili "deboli", nonché a percorsi di relazione tra profit e no-profit verso proficue collaborazioni. Incremento delle assunzioni dei disabili "deboli" attraverso il sistema dotale provinciale. La costituenda agenzia "pilota" sociale dovrà prevedere, a progetto terminato, una sede territoriale non solo itinerante, come peculiarità prevista nella fase di divulgazione progettuale e i raccordo con la rete di ROAD, ma anche stabile e di riferimento per tutti i clienti a cui si è rivolta: cooperative sociali, servizi accreditati, volontariato, cittadinanza, imprese pubbliche e private.
 


I DESTINATARI DEL PROGETTO

Disabili “deboli”, con particolare specificità rivolta ai soggetti con problematiche mentali, secondo la definizione del Comitato Tecnico Provinciale per i quali è necessario un aiuto permanente che consenta non solo la loro assunzione, ma anche la permanenza sul mercato del lavoro. Nello specifico la tipologia delle persone disabili a cui il progetto si rivolge saranno: persone in età lavorativa affette da menomazioni psichiche e/o portatori di handicap intellettivo con qualunque percentuale di riduzione delle capacità lavorative e/o persone affette da menomazioni fisiche e sensoriali che comportino una riduzione delle capacità lavorative pari o superiore al 74%, compresi i non vedenti, colpiti da cecità assoluta o con un residuo visivo non superiore a 1/20 a entrambi gli occhi anche con eventuale correzione e i sordomuti.

Datori Lavoro: L'intenzione di ROAD - Rete Occupazione Aiuto Disabili - sarà quella di proporre gli inserimenti lavorativi dei disabili "deboli" ai datori di lavoro privati, pubblici e non in obbligo non solo in azienda ma anche attraverso la collaborazione della cooperazione sociale di tipo B utilizzando gli artt. 11, 12 e 12 bis della legge 68/99 e l’art. 14 del d.lgs. 276/03. Inoltre siamo in attesa delle indicazioni da parte dell'Ufficio legale della Regione Lombardia per l'estensione dell'art. 14 anche agli Enti Pubblici non economici.